30

luglio

2009

L’utilizzo dell’oro per la realizzazione di protesi dentarie risale a tempi antichissimi, e si spiega con le caratteristiche naturali del metallo giallo, particolarmente resistente all’attacco dei vari agenti al punto da risultare virtualmente incorruttibile anche in un ambiente “difficile” come il cavo orale. I primi a sviluppare tecniche avanzate per la realizzazione di denti in oro furono con ogni probabilità gli Etruschi, di cui conserviamo alcuni interessanti manufatti che testimoniano la notevole abilità tecnica del misterioso popolo  in questo specifico settore, ma nei secoli seguenti si testarono molti altri materiali, dai denti umani fino alle ossa di animali o all’avorio. Il problema dato dalle protesi di derivazione animale era legato al naturale deterioramento della materia prima, un problema che con l’oro non si verificava, e non è un caso che al giorno d’oggi l’oro continui a rappresentare il materiale principe per la realizzazione di denti e protesi.

L’oro utilizzato per le protesi dentarie non perde il suo valore economico per via del particolare uso, e può essere recuperato e trasformato in contanti esattamente come l’oro contenuto in qualsiasi altro oggetto. Anche gli scarti di lavorazione delle protesi dentarie realizzate con leghe metalliche contenenti oro possono essere oggetto di trattamenti finalizzati al recupero del prezioso metallo, che una volta raffinato può essere trasformato in cash. CashGold acquista ogni tipo di oggetto contenente una significativa percentuale d’oro – ad esempio, non acquista oggetti esclusivamente placcati oro, perché la quantità di metallo della placcatura è minima e non giustifica la complessa procedura di recupero – comprese le vecchie protesi dentarie e i relativi scarti di lavorazione.

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  1. Laura says: